mercoledì 20 aprile 2011

Oggi sono parecchio sottotono.
Attraverso parecchi di questi momenti, succede che a volte non riesco a tenere il cervello abbastanza impegnato e comincio a pensare. Pensare fa male.
Pensare è brutto perchè quando si ha un'intelligenza, non dico fuori dal comune, ma comunque sopra la media non riesco a convincermi od appagarmi con sciocchezze o futilità. Niente. La Realtà è cruda e ben poco edulcorata.
Succede che a volte, quando questi momenti di apatia/depressione riescono a raggiungermi cambiano totalmente la percezione che ho del mondo intorno a me.
La mia vita è sempre stata circondata dal colore, può anche sembrare una cazzata, se così non fosse, la tentazione non mi avrebbe spinto con un'impulso irrefrenabile a rubare una scatola di pennarelli da 72 pezzi sotto il banco di un bambino assente per malattia in prima elementare, e solo perchè erano meravigliosamente disposti in ordine cromatico. Lo so, non è bello, ma vai a spiegarlo ad una bambina di 5 anni e mezzo e non ne vado fiera. Tuttavia quando riesco a pensare solo in tonalità di grigio, e non è una metafora... la situazione è grave.


La solitudine è un'animale molto infido. A volte penso che sono stata talmente abile nel trincerarmi dietro le mie difese e la mia reticenza che ora dovrei esserene contenta, è una cosa in cui sono arrivata all'eccellenza... e invece...
No.
Non sono contenta.

Cambiare?.....
...
...
Come?

Mi piacerebbe tanto saperlo.

2 commenti:

  1. la conosci questa poesia di Kavafis?


    E se non puoi la vita che desideri
    cerca almeno questo
    per quanto sta in te: non sciuparla
    nel troppo commercio con la gente
    con troppe parole e in un viavai frenetico.

    Non sciuparla portandola in giro
    in balia del quotidiano
    gioco balordo degli incontri
    e degli inviti
    sino a farne una stucchevole estranea.

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  2. Erano proprio le parole che ci volevano, sotto questo punto di vista la questione cambia.

    Grazie,
    un abbraccio.

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